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Categoria: Le Dolomiti
Lo scenario dolomitico è il risultato della particolare storia geologica di questa regione montuosa. Nelle Dolomiti si trovano, infatti, associate due tipi di rocce, quella dolomitica e quella vulcanica, che normalmente non lo sono perché derivano da processi e da ambienti totalmente diversi. Siccome la roccia dolomitica è molto più resistente agli agenti della degradazione meteorica (sole, pioggia, gelo, scorrimento delle acque) rispetto alle rocce vulcaniche, le quali si alterano e infrolliscono facilmente, risulta che i pallidi e torreggianti picchi dolomitici si trovano vicino o emergono dalle verdi valli e dai dolci pendii, dove invece stanno le scure rocce di origine vulcanica.
Le Dolomiti prendono il nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu (1750-1801) che per primo studiò il particolare tipo di roccia predominante nella regione, battezzata in suo onore dolomia (carbonato doppio di calcio e magnesio).
La dolomia e quasi tutte le rocce che affiorano nella zona dolomitica si sono formate in fondo al mare durante quello che viene chiamato "processo litogenetico" (o della formazione delle rocce). Ben diverso è il "processo orogenetico", in cui si ha la formazione delle montagne e che, nel caso delle Dolomiti, è separato da quello litogenetico da ben 100-150 milioni di anni.
L'innalzamento delle rocce dolomitiche è tutt’ora in corso e si prevede che nel futuro ingloberanno nuovi settori di rocce sospinte dallo scontro tra le placche europea e africana; al termine di questa spinta prevarranno gli agenti esogeni tendenti ad appianare e addolcire il paesaggio montano.
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Categoria: Le Dolomiti
Identificazione del bene
Anno di iscrizione 2009
Sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale 33
tenutasi a Siviglia, Spagna - 06/2009
Categoria sito naturale, sito seriale
Classificazione sito formazione fisica e biologica, sito di eccezionale bellezza/interesse scientifico
Breve descrizione
Le Dolomiti (dette anche “Monti pallidi”) sono una catena montuosa della Alpi Orientali. La zona alla quale è stato attribuito il riconoscimento Unesco copre 141.903 ettari di territorio di ben cinque province (Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone e Udine) ed include diciotto vette che si innalzano oltre i 3.000 metri. Il sito presenta alcuni dei più bei panorami di montagna, con pareti verticali, profonde rupi e lunghe valli. Nove zone che offrono un’estesa diversità geomorfologica caratterizzata da campanili, pinnacoli, pareti di roccia, ghiacciai e sistemi carsici. Le Dolomiti si distinguono anche per l’intensità dei processi dinamici (frane, inondazioni e valanghe) e rappresenta uno dei migliori esempi di conservazione dei sistemi di piattaforme carbonatiche del Mesozoico (numerosi i reperti fossili). I gruppi montuosi interessati vanno dalle Dolomiti di Brenta, le più occidentali, al gruppo formato dal Catinaccio e dal Latemar, a cavallo fra Alto Adige e Trentino; dalle Dolomiti di Sesto alle Pale di San Martino, dal massiccio della Marmolada al gruppo formato da Pelmo e Croda da Lago, per arrivare alle Dolomiti Friulane, le più orientali di tutte.
Localizzazione del bene
Stato Italia
Regione/i Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia
Provincia/e Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone e Udine
Coordinate geografiche
Punto baricentrico Lat (N) 46° 36‘ 47" Lon (E) 12° 9‘ 47"
Cartografia

- Pelmo-Croda da Lago
- Marmolada
- Pale di San Martino - San Lucano - Dolomiti Bellunesi - Vette Feltrine
- Dolomiti Friulane/Dolomitis Furlanis e d'Oltre Piave
- Dolomiti Settentrionali/Nördliche Dolomiten
- Puez-Odle/Puez – Geisler/Pöz – Odles
- Sciliar – Catinaccio/Schlern – Rosengarten – Latemar
- Rio delle Foglie/Bletterbach
- Dolomiti di Brenta
Superficie del bene (ha) 141.902,80
Superficie zona tampone (ha) 89.266,70
Componenti del sito seriale
Criteri
Criterio vii: fenomeni naturali superlativi o importanza estetica e di bellezza naturale. Il riconoscimento Unesco premia lo straordinario valore paesaggistico e naturalistico delle Dolomiti. Il loro fascino e la loro bellezza derivano da una grande varietà di forme verticali spettacolari, come pinnacoli, guglie e torri, in contrasto con superfici le orizzontali tra cui cenge, balze e altipiani, il tutto emergente all'improvviso da estesi giacimenti detritici o da dolci colline. A ciò si aggiunga l’estesa gamma di colori creata dai contrasti tra le spoglie e pallide rocce e le foreste e i prati sottostanti. Le montagne risaltano come guglie, alcune isolate, altre unite a formare estesi paesaggi. Il territorio delle Dolomiti ha coniato il nome all'archetipo “paesaggio dolomitico”.
Criterio viii: storia della terra, processi e caratteristiche geologici e geomorfologici. Le Dolomiti hanno avuto origine nel Triassico (circa 250 milioni di anni fa) dall’accumulo di conchiglie, coralli e alghe in zone con latitudine e longitudine diverse dall'attuale, dove esistevano mari caldi e poco profondi. Sul fondo dei mari si sono andati ad accumulare centinaia di metri di sedimento che si sono poi trasformati in roccia. Il successivo scontro tra la placca europea e la placca africana ha fatto emergere le rocce innalzandole ad oltre 3000 metri sopra il livello del mare.