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Vicenza e ville di Palladio del Veneto

Vicenza e ville di Palladio del Veneto

Lonedo di Lugo Vicentino VI (1539 c.)

Lonego-di-Lugo-Villa-Piovene

A pochi passi da Villa Godi Malinverni sorge il complesso di Villa Piovene Porto Godi. Attribuito ad Andrea Palladio è il corpo centrale, che è riferibile, secondo alcuni storici, agli anni 1539-40. La facciata presenta un pronao agettante esastilo: le colonne di ordine ionico sono coronate dal frontone triangolare ornato da statue. Nel secolo decimottavo, Francesco Muttoni ideò le due barchesse laterali, la lunga scalinata ed il cancello.

Molte statue arricchiscono il giardino e sono attribuite ad Orazio Marinali o, più probabilmente, ad autori della cerchia di quest’artista. Muttoni realizzò anche la scala a tenaglia che conduce al piano nobile tagliando lo zoccolo del pronao. Annessa alla villa è la piccola Chiesa dedicata a San Gerolamo e costruita nel XV secolo. Un grande parco, d’interesse nazionale, si sviluppa lungo i pendii premontani.


Indirizzo
Villa Piovene
Via Palladio, 51 - Lonedo di Lugo Vicentino (VI)

Tel. 0445 860613 

Biglietti
Ingresso: € 4,50
Ridotto:€ 3,50
Gruppi su appuntamento

Visite
Tutti i giorni inclusi i festivi
14.00-19.00 (periodo estivo)
14.00-18.00 (periodo invernale)
Visita esterna al parco dell'800 e al giardino storico mondiale.

Servizi
Accessibilità disabili: sì
Servizi attrezzati: no
Parcheggio bus: sì
Parcheggio auto: sì

Vicenza (1566)

Vicenza-Villa-Capra-la-Rotonda

All’inizio della Riviera Berica, sopra un colle, Villa di Valmarana “La Rotonda” seduce da secoli i viaggiatori grazie alle sue linee, ai suoi volumi. Palladio, nel suo trattato, inserisce la fabbrica tra quelle di città per la vicinanza a Vicenza. L’architetto così descrive l’ambiente circostante: il sito è de gli ameni, e dilettevoli che si possono ritrovare: perché è sopra un monticello di ascesa facilissima, & è da una parte bagnato dal Bacchiglione fiume navigabile, e dall’altra è circondato da amenissimi colli, che rendono l’aspetto di un molto grande Theatro. Oggi l’ascesa alla villa dal fiume è tagliata dalla strada, un muro interrompe il pendio naturale del colle. L’edificio, iniziato tra il 1566 ed il 1568, sembra fosse terminato al grezzo nel 1571. Alla morte del committente, il canonico Paolo Almerico, venne rilevato da Mario e Oderico Capra nel 1591. La famiglia Capra portò a termine i lavori nel 1620 ca.

Quattro facciate con il pronao-ionico esastilo si ripetono identiche in ogni lato. Il progetto palladiano prevedeva la copertura della sala centrale con una cupola semisferica, ma la presenza di Vincenzo Scamozzi, come ultimatore dell’opera, ha portato ad una trasformazione dell’idea originaria ed ad una diversa struttura. Internamente il soffitto semisferico è decorato da affreschi di Alessandro Maganza, mentre sulle pareti laterali sono raffigurate divinità greche realizzate dal francese Louis Dorigny, nel XVIII secolo. Facenti parte del complesso sono la vicina barchessa progettata da Vincenzo Scamozzi e la cappella gentilizia costruita da Girolamo Albanese per volontà del conte Marzio Capra tra il 1645 ed il 1663.


Indirizzo
Villa Almerico Capra La Rotonda
Via della Rotonda, 45 - Vicenza

tel. 0444 321793 / 049 8790879
fax (preferibile) 049 8791380

Sito internet: www.villalarotonda.it

Visite

dal 15 marzo al 4 novembre:
da martedì a domenica 10.00-12.00 / 15.00-18.00, mercoledì anche interni.
Visite fuori orario su prenotazione con quattro settimane di anticipo.

Lisiera di Bolzano Vicentino VI (1563 c.)

Lisiera-Villa-Valmarana-Scagliolari-Zen

A Lisiera luoco propinquo a Vicenza è la seguente fabbrica edificata dalla felice memoria del Signor Gio. Francesco Valmarana’’. Anche il progetto di villa Valmarana fu pubblicato da Andrea Palladio nel suo trattato. L’architetto ideò questa villa attorno al 1563 appunto per Giovanni Francesco Valmarana il quale morì tre anni dopo.

Con il suo decesso s’interruppero i lavori di costruzione che vennero ripresi vari anni dopo (alcuni ipotizzano addirittura all’inizio del Seicento) senza rispettare in modo esatto i disegni del Maestro. Infatti Palladio aveva previsto due logge esastile di ordine ionico sovrapposte e coronate da un frontone ed invece ne venne innalzata una sola sulla quale poggia il piano superiore purtroppo schiacciato dal frontone. Il prospetto risulta così debole e il rapporto tra lo sviluppo orizzontale e quello verticale appare disarmonico. Nel 1615 fu aggiunta la cappella gentilizia. Mentre nel secolo successivo, il giardino venne arredato con statue di Francesco Marinali il Giovane.


Indirizzo
Villa Valmarana Scagnolari Zen
Via Ponte, 3 - Lisiera di Bolzano Vicentino (VI)

tel. 0444 356920

Visite
Non è aperta al pubblico

Vicenza (1534)

Vicenza-Villa-Trissino-Cricoli

Il conte Giovan Giorgio Trissino dal Vello d’Oro fu uno dei massimi eruditi italiani del XVI secolo. Egli compose la tragedia “Sofonisba” seguendo le regole dell’Ars Poetica di Aristotele ed il poema “L’Italia liberata dai Goti” dedicato all’imperatore CarIo V d’Asburgo. Tra il 1531 ed il 1538 Trissino rinnovò un edificio gotico già della famiglia Valmarana. Secondo la tradizione fu proprio durante questi lavori che il nobile incontrò il “tajapiera” Andrea “fiolo de Piero della Gondola” al quale diede il nome di Palladio ripreso dall’angelo descritto nel suo poema.

La fabbrica è frutto del lavoro dello stesso Trissino, attento conoscitore dell’architettura romana del primo Cinquecento. La facciata a due piani si conclude con due torri laterali. La sezione centrale della stessa facciata, ritmata da sei lesene ioniche, presenta al piano inferiore tre archi centrali affiancati all’estremità da due oculi ed altrettante finestre centinate. Il piano nobile, sempre a sei lesene di ordine corinzio, si caratterizza per tre finestre ad edicola in asse con gli archi sottostanti mentre due nicchie laterali ospitano statue. Un tempo la fabbrica era circondata da un ricco giardino arredato da statue e bagnato da corsi d’acqua.


Indirizzo
Villa Trissino Cricoli
Strada Marosticana, 6 - Vicenza

Visite
Non è aperta al pubblico.

Caldogno VI (1542)

Caldogno-Villa-Caldogno

Villa Caldogno Nordera è opera attribuita ad Andrea Palladio e venne costruita attorno al 1545. La facciata propone tre archi centrali a bugnato che illuminano la loggia e coronati dal frontone triangolare. Questa struttura ci rimanda ad altre fabbriche del Palladio: Villa Pisani a Bagnolo e Villa Saraceno The Landmark Trust. Sulla stessa facciata si legge “Angelus Calidonius Luschi Filius MDLXX”. Il 1570 si riferisce con tutta probabilità alla fine dei lavori di decorazione degli interni voluti dal nuovo proprietario Angelo Caldogno, successo come proprietario di questa proprietà al committente Michele Caldogno.

Nel Cinquecento, le sale furono affrescate da Gianantonio Fasolo, Battista Zelotti e da aiuti. Mentre nel XVIII secolo, secondo le attribuzioni, Costantino Pasqualotto realizzò i fregi delle sale a destra del salone, Fasolo riesce ad elevarsi rispetto allo stesso Zelotti la cui opera appare più stanca e debole. Nel salone, all’interno di false architetture, cavalieri e gentildonne sembrano rivivere momenti di una giornata modello: il gioco delle carte, la danza o il concertino. Nelle sale maggiori di sinistra sono narrate le vicende di Scipione e di Sofonisba. Nel camerino, invece, sono rappresentate alcune scene del Pastor Fido, iniziate da un aiuto dello Zelotti e terminate da Giulio Carpioni.


Indirizzo
Villa Caldogno
Via Zanella, 3 - Caldogno (VI)

Biglietti
Ingresso: € 3,00
Ridotto per gruppi superiori alle 10 persone: € 2,00.
Studenti, cittadini ultrasessantenni, bambini fino a 10 anni: € 1,50
Gratuito per disabili

Tel. 345 9302084 (Pro loco Caldogno)
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.    
www.villacaldogno.it

Orario di apertura
Marzo-Ottobre compresi: Sabato 9-12 e 15-18  Ven 15.00-18.00; Domenica 9-12
Per gruppi di oltre le 10 persone possibilità di visite in giorni e orari diversi su richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Servizi
Accessibilità disabili: parziale
Parcheggio bus: disponibile (via Torino)
Parcheggio auto: disponibile (piazza Europa)

Montecchio Precalcino VI (1565 c.)

Montecchio-Precalcino-Villa-Forni-Cerato

Villa Forni Cerato è uno degli edifici attribuiti ad Andrea Palladio e risale, probabilmente, al 1541-42 anche se alcuni storici, sempre favorevoli alla paternità palladiana, la collocherebbero negli anni sessanta del secolo. Bisogna ricordare, però, che alcuni studiosi negano che la fabbrica sia opera del Maestro e vedrebbero come possibile artefice Alessandro Vittoria. Quest’ultimo fu in ogni caso autore degli stucchi della facciata purtroppo sostituiti, all’inizio di questo secolo, con delle copie. Il prospetto presenta il corpo centrale avanzante dominato dalla finestra serliana della loggia e dal frontone triangolare.

Indirizzo
Villa Forni Cerato
Via Venezia, 4
Montecchio Precalcino VI

Visite
Non è aperta al pubblico

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