Vicenza Unesco

Vicenza e ville di Palladio del Veneto

Vicenza e ville di Palladio del Veneto

Identificazione del bene

Anno di iscrizione 1994
Date successive estensioni 1996
 
Sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale 18
tenutasi a Phuket, Tailandia - 12/1994 
 
Categoria sito culturale, sito seriale
Classificazione sito sito
Tipologia sito culturale edificio storico e complesso monumentale
 
Breve descrizione
Fondata nel II° secolo a.C. nel Nord Italia, la città ha prosperato durante la dominazione veneziana, dall’inizio del XV° secolo fino alla fine del XVIII secolo. L’opera di Andrea Palladio (1508-1580), basata su un approfondito studio dell’architettura romana classica, diede alla città un aspetto di unicità. I suoi interventi urbani e le ville disseminate sul territorio veneto ebbero un’influenza fondamentale sul corso storico dell’architettura. Il lavoro del Palladio ha ispirato un tipico stile architettonico (“palladiano”) che si è sviluppato in Inghilterra, in altri paesi europei e nel Nord America.

Documenti

Localizzazione del bene

Stato Italia
Regione/i Veneto
Provincia/e Vicenza
Comune Vicenza 
 
Coordinate geografiche
Punto baricentrico Lat (N) 45° 32‘ 57" Lon (E) 11° 32‘ 58"
 
Superficie del bene (ha) 0,00 
Superficie zona tampone (ha) 0,00

Cartografia

Componenti del sito seriale

Criteri

Il 15 dicembre 1994, Vicenza è stata inserita nella lista dei beni "patrimonio dell’umanità" con i suoi ventitré monumenti palladiani del centro storico e tre ville site al di fuori dell’antica cinta muraria, pure realizzate dal famoso architetto. La città del Palladio rappresenta un capolavoro del genio creativo umano. Mostra un importante scambio di valori umani, in un periodo o in un'area culturale del mondo, esprimendo eccezionalità negli sviluppi dell'architettura e delle tecnologie, dell'arte monumentale, urbanistica o paesaggistica. L'opera di Andrea Palladio, fondata su uno studio approfondito dell'architettura romana classica, ebbe un'influenza decisiva sull'evoluzione dell'architettura. Il suo lavora ha ispirato uno stile architettonico caratteristico (lo stile palladiano) che si è successivamente diffuso in Europa e nell'America del Nord.
Nel 1996 il riconoscimento dell'UNESCO è stato esteso fino a includere anche le ville del Palladio dell’intero territorio provinciale (altre sedici). Vicenza è quindi uno dei siti UNESCO che possiede il maggior numero di monumenti protetti: ben trentanove.
Id. n. 712/712bis 1994-1996 C (i) (ii)

Il 15 dicembre 1994, Vicenza è stata inserita nella lista dei beni "patrimonio dell’umanità" con i suoi ventitré monumenti palladiani del centro storico e tre ville site al di fuori dell’antica cinta muraria, pure realizzate dal famoso architetto. La città del Palladio rappresenta un capolavoro del genio creativo umano. Mostra un importante scambio di valori umani, in un periodo o in un'area culturale del mondo, esprimendo eccezionalità negli sviluppi dell'architettura e delle tecnologie, dell'arte monumentale, urbanistica o paesaggistica. L'opera di Andrea Palladio, fondata su uno studio approfondito dell'architettura romana classica, ebbe un'influenza decisiva sull'evoluzione dell'architettura. Il suo lavora ha ispirato uno stile architettonico caratteristico (lo stile palladiano) che si è successivamente diffuso in Europa e nell'America del Nord.

Nel 1996 il riconoscimento dell'UNESCO è stato esteso fino a includere anche le ville del Palladio dell’intero territorio provinciale (altre sedici).

Vicenza è quindi uno dei siti UNESCO che possiede il maggior numero di monumenti protetti: ben trentanove.

Vicenza_veduta_aerea

Vicenza è una delle più antiche città del Veneto, nonostante la sua storia anteriore alla dominazione romana sia poco conosciuta. Pare siano stati gli Euganei ad averla fondata, ma i Galli la dominarono fino al 157 a. C., anno in cui, dopo essere stata annessa a Roma, venne chiamata Vicetia o Vincentia. Toccata dalle invasioni barbariche, entrò a far parte nel XV secolo della Serenissima Repubblica veneziana. Il secolo d’oro di Vicenza è il Cinquecento: grazie al ricco Patriziato cittadino, vennero edificati vari palazzi e monumenti, per la maggior parte opera del grande architetto Andrea Palladio e dei suoi discepoli e continuatori. Dopo il dominio Napoleonico, nel 1813, Vicenza passò all’Austria; nel 1848 insorse e nel 1866 fu annessa al Regno d’Italia.
Nella città e nei dintorni sono presenti 39 tra edifici religiosi, civili, pubblici e privati attribuiti al sommo architetto e considerati "patrimonio dell’umanità".

Vicenza (1544 c.)

Vicenza-Palazzo-Iseppo-Da-PortoLa residenza di Iseppo da Porto, collocata tra gli anni 1549-53, non fu mai terminata: solo la fabbrica su contrà Porti venne innalzata, mentre Palladio stesso ricorda che “guarda questa casa sopra due strade publiche: e però ha due entrate”. Tra le due costruzioni vi doveva essere un “cortile circondato da portici ..., haverà le colonne alte trentasei piedi e mezo, cioè quanto è alto il primo, e secondo ordine ... Questo cortile divide tutta la casa in due parti: quella davanti servirà ad uso del padrone e delle sue donne: e quella di dietro sarà da mettervi i forestieri onde quei di casa, & i forestieri resteranno liberi da ogni rispetto: anche gli antichi, e massimamente i Greci hebbero grandissimo riguardo. Oltra ciò servirà anco questa portione in caso che i discendenti del sudetto Gentil’huomo volessero havere i suoi appartamenti separati”.

La facciata si suddivide in tre fasce. Il piano terra è dominato da bugnato e dalle finestre rettangolari; il piano nobile è ritmato da otto semicolonne ioniche e sette finestre a capitello alternate Nell’attico, invece, statue e pilastrini continuano le linee verticali delle semicolonne. L’interno fu decorato da Giambattista Tiepolo nel 1760. Del ciclo pittorico permangono poche immagini: in una sala è visibile il secondo strato di un affresco strappato raffigurante “l’apoteosi di Orazio da Porto” ed, in una seconda, la decorazione di tre scomparti del soffitto.


Indirizzo
Contra' Porti, 21
Vicenza

Visite
Visitabile solo l'esterno

Vicenza (1572 ?)

Vicenza-Palazzo-Thiene-Bonin-Longare-1Il palazzo di Francesco ed Enea Thiene ha vissuto una lunga vicenda costruttiva apertasi nel 1562 circa e continuata sino al secolo decimottavo. La presenza di Palladio è universalmente accettata per quanto riguarda una fase iniziale dei lavori della fabbrica che venne però portata a termine dall’architetto Vincenzo Scamozzi. Tredici anni dopo la morte di Andrea, avvenuta nel 1580, l’edificio veniva ancora indicato come “non finito”.

La facciata sul corso consta di due piani e di un piano attico. Il primo è caratterizzato da otto semicolonne di ordine corinzio e da un bugnato leggero. Il secondo ripropone le semicolonne corinzie e sette finestre a capitello con frontoncini alternati. Al piano nobile della facciata rivolta verso il cortile, come evidenzia Remo Schiavo, “l’aerea loggia si apre al volo di un perfetto arco” e guarda il giardino. Il lato affacciantesi su piazza Castello denota la matrice scamozziana. Gli interni conservano decorazioni ad affresco di Paolo Guidolini e Giacomo Chiesa.


Indirizzo
Corso Palladio, 13
Vicenza

Visite
Visitabile solo l'esterno

Vicenza (1569)

Vicenza-Palazzo-barbaran-da-PortoIl palazzo voluto dal conte Montano Barbaran sta vivendo un nuovo splendore dopo un lungo restauro. L’edificio ospita le sedi delle Soprintendenze, il Centro Internazionale di Architettura “Andrea Palladio” ed, oltre a numerose mostre monografiche, un museo dedicato alla figura ed all’opera di Andrea Palladio con una sezione in cui verrà applicata la realtà virtuale alla ricostruzione storico-artistica. Palladio lavorò a questa costruzione contemporaneamente alla pubblicazione del suo trattato (1569-70) come rammenta egli stesso.

La facciata solenne è arricchita da un duplice ordine ionico (fascia inferiore) e corinzio (fascia superiore) e da decorazioni ai lati delle finestre del piano nobile. Anche le sale interne del pianterreno ed il salone sono decorati da ricchi stucchi. L’attico è caratterizzato da finestre quadrate e pilastrini. L’asimmetria della facciata è causata, nota Martin Kubelìk, dal fatto che il proprietario acquistò in un secondo momento un’ulteriore area sufficiente per costruire altri due intercolumni. Anche costruendo questo palazzo, Palladio seppe adattarsi e rispettare il sito e la rete viaria esistenti a scapito dell’ortogonalità delle strutture.

 

Indirizzo
Contra' Porti, 11
Vicenza

Visite
0444 323014

Sito Internet
C.I.S.A. Palladio www.cisapalladio.org

Vicenza (1561)

Vicenza-Palazzo-Poiana

Vincenzo Pojana che già possedeva una casa in angolo tra contrà Do Rode e corso Palladio, acquistò l’edificio opposto e nel 1561 chiese di poter unire le due strutture con un arco che scavalcasse contrà Do Rode. La realizzazione ebbe luogo tra il 1561 ed il 1566: i due edifici furono collegati grazie ad un’interessante soluzione che attraversa la contrada sottostante.

La facciata del nuovo palazzo non è simmetrica al piano inferiore (lo si può ancora leggere nonostante gli sventramenti che l’edificio ha subito per l’apertura dei negozi): infatti le due arcate di destra dovevano fungere da ingresso. Il piano nobile è caratterizzato da sei lesene giganti di ordine corinzio e cinque finestre a tabernacolo ed altre cinque quadrate superiori. La paternità di Palladio deriva dall’esistenza di un disegno del Maestro riferibile a questa fabbrica e conservato in Gran Bretagna.

In contrà San Tommaso, è visibile la sezione cinquecentesca del palazzo che Bonifacio Pojana iniziò ad erigere su progetto, secondo l’attribuzione di Bortolan e Rumor (1919), di Andrea Palladio o più probabilmente di Domenico Groppino. Secondo la ricostruzione storica, i lavori si interruppero con la morte del nobile avvenuta nel 1576 ca. Nella prima metà del Settecento Francesco Muttoni ideò una nuova fabbrica commissionata dal conte Alessandro Pojana.


Indirizzo
Corso Palladio, 92/96
Vicenza

Visite
Visitabile solo l'esterno

Vicenza (1559)

Vicenza-Casa-Cogollo-2Questo palazzetto, che la tradizione vuole essere la casa di Palladio, ma ove in realtà non abitò mai, è opera attribuita allo stesso architetto che la ideò tra il 1560 ed il 1570 per il notaio Pietro Cogollo. La facciata presenta tre piani: quello inferiore è caratterizzato da una finestra serliana, da colonne ioniche e da due Vittorie poste ai lati dell’arco. Il piano nobile è delimitato da due finestre e da altrettante paraste di ordine corinzio.

La superficie centrale, come quella dell’attico, un tempo era decorata da affreschi di Gian Antonio Fasolo. Della tripartizione della facciata, sottolinea Remo Schiavo, “si noti il graduale aggetto dei piani: forte e pulsante il piano terra ove l’arco con le due aperture forma una ideale serliana, più lieve al nobile, del tutto assente nella parte sommitale”.


Indirizzo
Corso Palladio, 165/167
Vicenza

Visite
Visitabile solo l'esterno

Vicenza (1540)


Vicenza-Palazzo-Civena

Il palazzo Civena Trissino, iniziato nel 1540 e terminato nel giro di pochissimi anni, è opera giovanile di Andrea Palladio. Giangiorgio Civena, assieme ai suoi fratelli, rilevò proprio nel 1540 l’area necessaria alla costruzione della fabbrica. La data ci è nota per il ritrovamento di una medaglia commemorativa che, secondo la tradizione, venne inserita tra i materiali delle fondamenta. La facciata è ritmata da cinque archi inferiori e dalle lesene e dalle finestre a capitello del piano nobile.

Nel 1801 venne ampliato una prima volta costruendo un’ala nel cortile mentre, tra il 1819 ed il 1820, ne furono aggiunte due ai lati della facciata. Il palazzo fu colpito e danneggiato gravemente dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale e ristrutturato negli anni del dopoguerra. La ricostruzione postbellica rispettò solo le strutture esterne mentre gli interni superiori furono rinnovati travolgendo la disposizione primitiva.


Indirizzo
Viale Eretenio, 12
Vicenza

Visite
Visitabile solo l'esterno

Vicenza (1571)

Vicenza-Palazzo-Porto-Breganze

Vincenzo Scamozzi innalzò all’inizio del secolo decimosettimo questa sezione di palazzo Porto Breganze seguendo il progetto palladiano. Vennero costruiti solo due intercolumni al posto dei sette previsti ed il cortile, se realizzato, avrebbe dovuto avere un’incredibile loggia ad esedra. La facciata esistente è formata da tre semicolonne giganti di ordine corinzio. I capitelli sono ornati di ricchi festoni.

Il progetto del palazzo è senza ombra di dubbio una delle più alte dimostrazioni della maturità artistica di Palladio seguenti al terzo viaggio a Roma. “Se fossero stati realizzati gli altri cinque intercolumni la facciata avrebbe magnetizzato tutto lo spazio della piazza e avrebbe costretto gli altri edifici ... a fungere da quinte architettoniche” (Remo Schiavo). Gli interni, purtroppo, furono travolti nel corso del tempo.


Indirizzo
Piazza del Castello, 18
Vicenza

Visite
Visitabile solo l'esterno

Vicenza (1560)

Vicenza-Palazzo-SchioIl conte Bernardo Schio ristrutturò, a partire dal 1560, il proprio palazzo al di là di ponte Pusterla. Secondo Franco Barbieri, la facciata non era stata ancora completata nel 1565. Probabilmente solo nel 1566 venne terminata su disegno di Palladio. La paternità palladiana è ormai universalmente riconosciuta.

La fabbrica a due piani presenta un bugnato rustico al piano inferiore e si nota la disposizione a raggiera attorno all’arco d’accesso ed alle aperture che illuminano le cantine. Il piano nobile è ritmato da quattro semicolonne di ordine corinzio e da tre finestre coronate da frontoncino triangolare. Gli interni furono totalmente sconvolti da interventi di restauro avvenuti nel corso dei secoli. Un giardino grazioso si stende posteriormente raggiungendo la riva del vicino fiume Bacchiglione.


Indirizzo
Contrà S. Marco, 39
Vicenza

Visite
Visitabile solo l'esterno

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