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Rassegna stampa

Ville palladiane in un circuito come nella Loira

Il territorio delle ville venete di Andrea Palladio come quello francese dei castelli della Loira: va considerato un tutt´uno e proposto al turista con tanto di gadget.
Ecco una delle ricette per far crescere il turismo vicentino e veneto del presidente del Consorzio “Vicenza è”, Dino Secco che aggiunge: «Si deve guardare oltre. Di qui la proposta, ambiziosa, ma che sta già ottenendo risposte positive. La costituzione di un Comitato promozione fabbriche di Andrea Palladio per bussare in Europa e ottenere i fondi necessari per preservare le pregiate opere dell´architetto».
IL FUTURO. Nel ventesimo anniversario della costituzione del “Consorzio Vicenza è”, il presidente Secco, al suo secondo mandato, sforna idee a getto continuo con il direttore Vladimiro Riva. «È possibile che a breve - dice Secco - uno degli enti fondatori di questo ufficio, la Provincia, non esista più. Davanti a questa inc! ertezza, il lavoro del Consorzio deve continuare. Di qui le proposte per il futuro». La prima è «l´istituzione del Premio all´innovazione per stimolare gli operatori del turismo a migliorare. I risultati eccellenti diventeranno strumento di marketing per crescere ancora e saranno occasione per fare formazione tra gli operatori che devono fare i conti con una concorrenza sempre più elevata».Il premio sarà rivolto agli albergatori, ai ristoratori e ai servizi (agenzie di viaggi e guide turistiche) e, novità ulteriore, anche ai dipendenti che hanno contribuito all´innovazione della propria azienda.
PALLADIO. Gli altri due progetti sono legati all´avventura iniziata negli Anni Novanta e che ha portato all´iscrizione di Vicenza, città del Palladio e delle ville di Palladio nel Veneto, nella lista del Patrimonio mondiale dell´Unesco.
«Questo non deve essere considerato un punto di arrivo, ma di partenza - prosegue Secco - Di! qui le due iedee: la prima è costituire la Fondazione opere di Andrea Palladio costituita tra Comuni, Province e privati proprietari con lo scopo di programmare iniziative di valorizzazione turistica, anche attraverso la creazione di itinerari, tutelando le aree limitrofe alle ville stesse, così come accade per i castelli della Loira. Come? Per esempio organizzando una accoglienza omogenea dei turisti nelle ville e far realizzare gadget palladiani per il circuito delle visite. La proposta è stata spedita a fine anno a tutti gli interessati e già abbiamo ricevuto le prime incoraggianti risposte da parte dalla Provincia di Treviso e dai Comuni di Vicenza, Lonigo, Pojana e Monticello Conte Otto».Secco procede illustrando il secondo progetto: «Si tratta di costituire a livello di Province quindi con Padova, Rovigo, Treviso, Verona, Venezia e Vicenza uno o più Comitati privati per la raccolta di fondi a favore della manutenzione e del restauro delle fabbriche di Andrea Palladio, sul modello dei Comitati privati a favore di Venezia.! In questo modo si potrebbe pensare di bussare all´Unione Europea per ottenere fondi per riuscire a mantenere nel tempo le opere di Palladio».
LE MOSTRE. Secco ricorda poi il progetto, che punta ad ottenere l´approvazione a livello regionale, insieme a Verona e Treviso, sulle grandi mostre «per creare un´economia di scala nella promozione delle grandi rassegne che quest´anno prenderanno avvio in Basilica a Vicenza, alla Gran Guardia della città scaligera e nel Trevigiano dove si sta lavorando ad un allestimento di quattro mostre di “Artematica”». Una occasione importante visto che si prevede un flusso di decine di migliaia di visitatori. Oppure il progetto di far adottare ai fiorentini il Pasubio: «Proprio in questi giorni - ricorda il presidente - sono iniziate le riprese del documentario Rai dedicato a don Giulio Facibeni che ha fondato l´Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa di Firenze». E ancora, in tema! di turismo enogastronomico Secco punta a creare un collegamento per il! piatto tipico vicentino, il baccalà, tra Thiene, Tavernelle e Sandrigo.
Restando in tema di piatti, quelli tipici, l´obiettivo dichiarato di arrivare a 121 prodotti berici cosiddetti “De.Co”, vale a dire di denominazione comunali. «Per ora siamo a quota 41 dal broccolo fiolaro di Creazzo, al mandorlato di Lonigo. Ma sono in costante aumento e all´Expo del 2015 ciascun Comune avrà il suo piatto originario».
Un modo per farsi conoscere e ricordare a quanti apprezzano questo tipo di turismo, sempre più in crescita. Come è in aumento il turismo industriale.
«La Regione - conclude Secco - seppur con un contributo simbolico ci ha dimostrato tutto il suo appoggio nel progetto sottoscritto anche dalle categorie economiche di recente e che punta a fissare delle giornate in cui le grandi e note industrie aprono le porte ai turisti. Un´idea che piace a Torino e a Udine, ma presto si aggiungeranno anche Milano e Firenze.

Fonte Il Giornale di Vicenza, 16 gennaio 2011

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